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EL is a dinosaur

Misanthropy is a general dislike, distrust, or hatred of the human species, or a disposition to dislike and/or distrust other people.
A misanthrope or misanthropist is a person who dislikes or distrusts humanity as a general rule.

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Avrei bisogno anche io di un «decreto interpretativo» che mi chiarisse, finalmente, perché ho sempre pagato le tasse. Perché passo con il verde e mi fermo con il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case, automobili, alberghi. Perché non ho un corista vaticano di fiducia che mi fornisca il listino aggiornato delle mignotte o dei mignotti. Perché se un tribunale mi convoca (ai giornalisti capita) non ho legittimi impedimenti da opporre. Perché pago un garage per metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa. Perché considero ovvio rilasciare fattura se nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale. Perché devo spiegare a chi mi chiede sbalordito «ma le serve la ricevuta?» che non è che serva a me, serve alla legge. Perché non ho mai dovuto condonare un fico secco. Perché non ho mai avuto capitali all´estero. Perché non ho un sottobanco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo cazzate al telefono.
Io - insieme a qualche altro milione di italiani - sono l´incarnazione di un´anomalia. Rappresento l´inspiegabile. Dunque avrei bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato.
— Michele Serra su Repubblica (via aitan) (via hneeta) (via rosesandcherubim) (via lareglisse) (via untemporale) (via theobsidian) (via chiarabab) (via tolasudolsa) (via kaw) (via dottorcarlo) (via 3141592)
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Quando ogni mattina me ne sto sdraiato a letto e mi chiedo perché mai dovrei posare i piedi sul pavimento, sono pochissime le cose che mi vengono in mente. Lo scotch: troppo presto per berlo ma mai troppo presto per farci un pensierino; e naturalmente la sempre agognata possibilità che finalmente mi capiti di incontrare Hugh Jackman per potergli dare quello che tengo in serbo per lui: BAM!

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permalink ultimamente mi sveglio in stato confusionario dopo notti senza sogni.

moviesinframes:

Monsters, Inc., 2001 (dir. Pete Docter, David Silverman)
ultimamente mi sveglio in stato confusionario dopo notti senza sogni.

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Monsters, Inc., 2001 (dir. Pete Docter, David Silverman)

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permalink New week - new hard scheduled studying life
gravitazero: (Via The Unapologetic Mathematician)
3141592:

New week - new hard scheduled studying life

gravitazero: (Via The Unapologetic Mathematician)

3141592:

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permalink not enough time
(via suzywire)

not enough time

(via suzywire)

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permalink una volta dicesti che avresti voluto fare lo stesso con le nostre foto.
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One Hour Photo, 2002 (dir. Mark Romanek)

una volta dicesti che avresti voluto fare lo stesso con le nostre foto.

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One Hour Photo, 2002 (dir. Mark Romanek)

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permalink - Di’, Watanabe, che ne pensi? Del rapporto tra me e Nagasawa?- In che senso che ne penso?- Cosa dovrei fare adesso, secondo te?- Qualunque cosa io possa dire rimarrebbe li’, no? - dissi bevendo la birra fredda.- Non importa. Tu dimmi sinceramente quello che pensi.- Se fossi in te, lo lascerei. Poi cercherei uno con un modo di pensare piu’ normale e vivrei con quella persona felice e contento. Anche a volere essere ottimisti, non vedo come potresti mai essere felice stando con Nagasawa. L’idea di vivere una vita felice lui stesso o di rendere felice qualcun altro non fa proprio parte del suo modo di pensare. Penso che a lungo andare stare insieme a lui ti logorerebbe i nervi. Per me e’ gia’ un miracolo che tu sia riuscita a resistere tre anni. A me lui piace, intendiamoci. E’ un tipo davvero interessante, e da molti punti di vista e’ da ammirare. Ha forza e capacita’ che io non mi sogno neanche. Ma la sua visione delle cose, il suo modo di vivere sono a dir poco singolari. Quando parlo con lui a volte ho la sensazione di fare tanti giri a vuoto. Anche se seguiamo lo stesso processo, lui va avanti dritto come un razzo, mentre io mi ritrovo impantanato in un circolo vizioso. Il che e’ una sensazione estremamente frustrante. Capisci quello che voglio dire?- Capisco bene, - disse Hatsumi, tirando fuori dal frigo un’altra lattina di birra.- E poi ora che e’ stato assunto dal ministero degli Esteri, dopo aver finito l’anno di addestramento in Giappone dovra’ andare fuori per un lungo periodo, no? Tu che faresti nel frattempo? Lui non ha la minima intenzione di sposarsi con nessuno.- So anche questo.- Beh, da parte mia credo di aver detto tutto.- Hmm, - mormoro’ Hatsumi.Versai lentamente la birra nel bicchiere.[..]- Percio’ anch’io vorrei che tu fossi felice, - dissi arrossendo un po’. - Pero’, sai, e’ incredibile. Perche’ una ragazza come te che potrebbe essere felice con chiunque desidera, e’ andata a incappare proprio in uno come Nagasawa?- Sai, in queste cose non c’e’ niente da fare. Io stessa non posso farci niente. «La responsabilita’ e’ tua, - direbbe Nagasawa. - Io non voglio saperne niente».[..] E poi puo’ darsi che stando lontano da me tanto a lungo i suoi sentimenti per me cambino. E’ possibile, no?- Nel caso di una persona normale sicuramente, - dissi. - Per qualunque persona questo sarebbe naturale. Ma lui e’ un soggetto a parte. Lui ha una volonta’ che supera ogni nostra immaginazione, e che lavora quotidianamente per rafforzare. E ogni urto che riceve lo rende ancora piu’ determinato a rafforzarsi di piu’. Stiamo parlando di uno pronto a ingoiare perfino dei lumaconi vivi pur di non retrocedere dalle sue posizioni. Che cosa ti puoi aspettare da una persona cosi’?- Eppure, Watanabe, ora come ora io non posso fare altro che aspettare, - disse Hatsumi appoggiando il mento tra le mani.- Sei innamorata di lui fino a questo punto?- Anche di piu’, - rispose senza esitare.- Se e’ cosi’… - dissi sospirando, e mandai giu’ la birra rimasta nel bicchiere. - Pero’ dev’essere una cosa bellissima amare qualcuno con una sicurezza cosi’ assoluta.- No, e’ solo che sono una stupida ragazza.
Norwegian Wood - Murakami Haruki
(via youthtriangle)

- Di’, Watanabe, che ne pensi? Del rapporto tra me e Nagasawa?
- In che senso che ne penso?
- Cosa dovrei fare adesso, secondo te?
- Qualunque cosa io possa dire rimarrebbe li’, no? - dissi bevendo la birra fredda.
- Non importa. Tu dimmi sinceramente quello che pensi.
- Se fossi in te, lo lascerei. Poi cercherei uno con un modo di pensare piu’ normale e vivrei con quella persona felice e contento. Anche a volere essere ottimisti, non vedo come potresti mai essere felice stando con Nagasawa. L’idea di vivere una vita felice lui stesso o di rendere felice qualcun altro non fa proprio parte del suo modo di pensare. Penso che a lungo andare stare insieme a lui ti logorerebbe i nervi. Per me e’ gia’ un miracolo che tu sia riuscita a resistere tre anni. A me lui piace, intendiamoci. E’ un tipo davvero interessante, e da molti punti di vista e’ da ammirare. Ha forza e capacita’ che io non mi sogno neanche. Ma la sua visione delle cose, il suo modo di vivere sono a dir poco singolari. Quando parlo con lui a volte ho la sensazione di fare tanti giri a vuoto. Anche se seguiamo lo stesso processo, lui va avanti dritto come un razzo, mentre io mi ritrovo impantanato in un circolo vizioso. Il che e’ una sensazione estremamente frustrante. Capisci quello che voglio dire?
- Capisco bene, - disse Hatsumi, tirando fuori dal frigo un’altra lattina di birra.
- E poi ora che e’ stato assunto dal ministero degli Esteri, dopo aver finito l’anno di addestramento in Giappone dovra’ andare fuori per un lungo periodo, no? Tu che faresti nel frattempo? Lui non ha la minima intenzione di sposarsi con nessuno.
- So anche questo.
- Beh, da parte mia credo di aver detto tutto.
- Hmm, - mormoro’ Hatsumi.
Versai lentamente la birra nel bicchiere.
[..]
- Percio’ anch’io vorrei che tu fossi felice, - dissi arrossendo un po’. - Pero’, sai, e’ incredibile. Perche’ una ragazza come te che potrebbe essere felice con chiunque desidera, e’ andata a incappare proprio in uno come Nagasawa?
- Sai, in queste cose non c’e’ niente da fare. Io stessa non posso farci niente. «La responsabilita’ e’ tua, - direbbe Nagasawa. - Io non voglio saperne niente».
[..] E poi puo’ darsi che stando lontano da me tanto a lungo i suoi sentimenti per me cambino. E’ possibile, no?
- Nel caso di una persona normale sicuramente, - dissi. - Per qualunque persona questo sarebbe naturale. Ma lui e’ un soggetto a parte. Lui ha una volonta’ che supera ogni nostra immaginazione, e che lavora quotidianamente per rafforzare. E ogni urto che riceve lo rende ancora piu’ determinato a rafforzarsi di piu’. Stiamo parlando di uno pronto a ingoiare perfino dei lumaconi vivi pur di non retrocedere dalle sue posizioni. Che cosa ti puoi aspettare da una persona cosi’?
- Eppure, Watanabe, ora come ora io non posso fare altro che aspettare, - disse Hatsumi appoggiando il mento tra le mani.
- Sei innamorata di lui fino a questo punto?
- Anche di piu’, - rispose senza esitare.
- Se e’ cosi’… - dissi sospirando, e mandai giu’ la birra rimasta nel bicchiere. - Pero’ dev’essere una cosa bellissima amare qualcuno con una sicurezza cosi’ assoluta.
- No, e’ solo che sono una stupida ragazza.

Norwegian Wood - Murakami Haruki

(via youthtriangle)

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permalink - A proposito, come farai con Hatsumi? Finito l’anno di addestramento dovrai andare all’estero e non tornerai prima di diversi anni. Che cosa fara’ lei?- Questo e’ un problema di Hatsumi, non un problema mio. - Non capisco.Nagasawa, che aveva i piedi sulla scrivania, bevve un sorso di birra e sbadigliando disse:- In altre parole io non ho intenzione di sposarmi con nessuno, e Hatsumi questo lo sa benissimo. Percio’ se lei vuol sposarsi con qualcun altro, bene. Non saro’ certo io a fermarla. Se invece preferisce non sposarsi e aspettarmi, faccia pure. Capisci adesso?- Mah! - feci io incredulo.- Penserai che sono uno stronzo.- In effetti…- Vedi, il mondo e’ fondamentalmente ingiusto. Non certo per colpa mia. E’ la natura delle cose. Io non ho mai ingannato Hatsumi, nemmeno una volta. E visto che io sono uno stronzo come pensi tu, le ho sempre detto che se non le piacevo era libera di lasciarmi.Nagasawa fini’ la sua birra e si accese una sigaretta.- Ma non c’e’ niente nella vita che a te faccia paura? - chiesi.- Ma cosa credi? Non sono mica cosi’ idiota, - disse Nagasawa. - E’ chiaro che anch’io ho le mie paure. Ma non accetto di lasciarmene condizionare. Le cose che posso realizzare con le mie capacita’ voglio realizzarle tutte, al centro per cento. Prendere quello che mi va e lasciare quello che non mi va: e’ cosi’ che voglio vivere. E se qualcosa non funziona ci penso al momento e non prima. Vedendo le cose da un’altra prospettiva e’ proprio una societa’ ingiusta quella che permette di realizzare le proprie potenzialita’.- Sinceramente, mi sembra un discorso piuttosto egoistico, - dissi.- Sara’, ma una cosa e’ sicura: io non sono uno che se ne sta a guardare il cielo in attesa che caschino i frutti. Io per quello che mi e’ possibile mi do da fare. Mi do da fare dieci volte piu’ di te. - Nessuno lo mette in dubbio, - ammisi.
Norwegian Wood - Murakami Haruki
(via youthtriangle)

- A proposito, come farai con Hatsumi? Finito l’anno di addestramento dovrai andare all’estero e non tornerai prima di diversi anni. Che cosa fara’ lei?
- Questo e’ un problema di Hatsumi, non un problema mio.
- Non capisco.
Nagasawa, che aveva i piedi sulla scrivania, bevve un sorso di birra e sbadigliando disse:
- In altre parole io non ho intenzione di sposarmi con nessuno, e Hatsumi questo lo sa benissimo. Percio’ se lei vuol sposarsi con qualcun altro, bene. Non saro’ certo io a fermarla. Se invece preferisce non sposarsi e aspettarmi, faccia pure. Capisci adesso?
- Mah! - feci io incredulo.
- Penserai che sono uno stronzo.
- In effetti…
- Vedi, il mondo e’ fondamentalmente ingiusto. Non certo per colpa mia. E’ la natura delle cose. Io non ho mai ingannato Hatsumi, nemmeno una volta. E visto che io sono uno stronzo come pensi tu, le ho sempre detto che se non le piacevo era libera di lasciarmi.
Nagasawa fini’ la sua birra e si accese una sigaretta.
- Ma non c’e’ niente nella vita che a te faccia paura? - chiesi.
- Ma cosa credi? Non sono mica cosi’ idiota, - disse Nagasawa. - E’ chiaro che anch’io ho le mie paure. Ma non accetto di lasciarmene condizionare. Le cose che posso realizzare con le mie capacita’ voglio realizzarle tutte, al centro per cento. Prendere quello che mi va e lasciare quello che non mi va: e’ cosi’ che voglio vivere. E se qualcosa non funziona ci penso al momento e non prima. Vedendo le cose da un’altra prospettiva e’ proprio una societa’ ingiusta quella che permette di realizzare le proprie potenzialita’.
- Sinceramente, mi sembra un discorso piuttosto egoistico, - dissi.
- Sara’, ma una cosa e’ sicura: io non sono uno che se ne sta a guardare il cielo in attesa che caschino i frutti. Io per quello che mi e’ possibile mi do da fare. Mi do da fare dieci volte piu’ di te.
- Nessuno lo mette in dubbio, - ammisi.

Norwegian Wood - Murakami Haruki

(via youthtriangle)

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permalink “Ascolta, Maria ti faccio una bella proposta: potrei comprarmi un compasso e tracciare un cerchio attorno a noi, misurare col medesimo compasso l’inclinazione del tuo collo mentre tu leggi, cuci, o, come adesso, giri la manopola della mia radio portatile.”
Il tamburo di latta - Gunter Grass
(via fuckyeahskinnybitch)
Non c’e’ nulla di imperfetto in questa foto.

“Ascolta, Maria ti faccio una bella proposta: potrei comprarmi un compasso e tracciare un cerchio attorno a noi, misurare col medesimo compasso l’inclinazione del tuo collo mentre tu leggi, cuci, o, come adesso, giri la manopola della mia radio portatile.”

Il tamburo di latta - Gunter Grass

(via fuckyeahskinnybitch)

Non c’e’ nulla di imperfetto in questa foto.

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permalink Alla vista di tanta caducita’, Oskar fece scorrere sul suo tamburo un filo di sabbia frammista a noccioli di rosse ciliegie freschi, a noccioli vecchi di un anno e vecchi di mille anni, reinvento’ la clessidra, e tento’ di immedesimarsi nella parte della Morte, giocando con le ossa. Sotto la carne calda, sonnolenta di Maria, mi raffigurai le parti del suo scheletro, che certamente era ben desto, penetrai con lo sguardo fra l’ulna e il radio, mi divertii a giocare al pallottoliere sulle sue vertebre, dal basso in alto e dall’alto in basso, introdussi le dita in ambedue gli acetaboli e mi divertii con l’appendice dello sterno.
Il tamburo di latta - Gunter Grass
moviesinframes:

Orlando, 1992 (dir. Sally Potter)

per una volta (forse) il film fu piu’ bello del libro. Potter 1 - Woolf 0

Alla vista di tanta caducita’, Oskar fece scorrere sul suo tamburo un filo di sabbia frammista a noccioli di rosse ciliegie freschi, a noccioli vecchi di un anno e vecchi di mille anni, reinvento’ la clessidra, e tento’ di immedesimarsi nella parte della Morte, giocando con le ossa. Sotto la carne calda, sonnolenta di Maria, mi raffigurai le parti del suo scheletro, che certamente era ben desto, penetrai con lo sguardo fra l’ulna e il radio, mi divertii a giocare al pallottoliere sulle sue vertebre, dal basso in alto e dall’alto in basso, introdussi le dita in ambedue gli acetaboli e mi divertii con l’appendice dello sterno.

Il tamburo di latta - Gunter Grass

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Orlando, 1992 (dir. Sally Potter)

per una volta (forse) il film fu piu’ bello del libro. Potter 1 - Woolf 0

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