Anche gli oggetti si ribellano alla tua assenza. C’ho provato e ci provo a far finta di costruirmi la mia vita anche senza di te, ma farlo, ogni volta, sembra impossibile; tutto sembra ostacolarci. Dallo cercare in lungo e in largo il creaschiuma all’ikea e il non trovarlo che ci ha rattristato, come se non riuscissimo a trovare il modo di stare insieme; le pile, che non riuscivo ad inserire e che, rassegnata, ho lasciato incastrate in malo modo sul comodino e che ho ritrovato, ore dopo, perfettamente inserite da mio padre, che mi ha lasciato quello strano aggeggio sul cuscino, come se fosse il regalo della befana o dei topolini dei denti. E poi il latte, messo a riscaldare nel microonde, che e’ scoppiato, lasciando sulla superficie una serie di granuli bianchi galleggianti. Allora ci ho riprovato con il latte freddo; ho preso un bicchiere di vetro, che mi ricordava tanto quelli che conoscono le tue labbra, l’ho riempito di quella bevanda bianca che bevo soltanto con te e ho buttato giu’ un sorso; mentre scendeva per il mio esofago l’ho sentito come veleno, un sapore di latte acido che non avevo mai provato.
La chiamerei la maledizione del cappuccino [senza di te].
(via pockpicket)