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Misanthropy is a general dislike, distrust, or hatred of the human species, or a disposition to dislike and/or distrust other people.
A misanthrope or misanthropist is a person who dislikes or distrusts humanity as a general rule.

permalink Nel 1925 Martin Heidegger e Hannah Arendt si conoscono a Marburg, dove Heidegger all’epoca insegna. E’ il periodo di Sein und Zeit. Heidegger ha 36 anni, è sposato, due figli, Hannah Arendt ha 19 anni ed è la sua allieva. Poco dopo il loro primo incontro, il 27.2.25, Heidegger scrive alla cara Hannah che il demone si è impossessato di lui e che mai prima nella sua vita, gli era successa una cosa simile. Seguono delle espressioni romantiche; come quasi tutti gli innamorati, anche il grande Heidegger diventa assai banale nel tentativo di cogliere i propri sentimenti nelle parole.Ben presto è chiaro – almeno per lui – che la loro storia non può avere un futuro. Apparentemente il motivo è il suo matrimonio, ma leggendo tra le righe delle sue lettere a Hannah, è assai palese che in verità si tratta del suo lavoro – o della sua vocazione. Vuol dire: messo davanti alla scelta tra la realizzazione della sua opera o quella del suo amore, egli sceglie, senza esitare, l’opera.In sua moglie sa di avere una fedele compagna che sostiene incondizionatamente il lavoro del marito, mentre Hannah è una giovane donna esigente in tutti sensi, una futura intellettuale, che il suo inconscio guarda con sospetto e timore.Con un paradosso, si potrebbe dire che la loro relazione nasce e muore allo stesso tempo, rimanendo per tutta una vita soltanto un accenno, un sogno che non si realizzerà mai. A Heidegger questa idealizzazione della loro relazione va bene, a Hannah no.Conseguentemente, già nel 1926 , compresa l’impossibilità di un qualsiasi futuro comune, prende le distanze. Ci si vede ancora, ci si scrive, ma ora tutto è all’insegna della rinuncia che Heidegger in seguito stilizza come il vero compimento dell’amore.Gli anni ‘20 sono per la Arendt gli anni della sua formazione filosofica, per Heidegger il periodo in cui definisce le massime della sua filosofia.L’ultima lettera di questo loro primo periodo risale all’inverno del 1932/33 ed è, a quanto pare, la risposta ad una lettera della Arendt non documentata, in cui Heidegger si difende contro l’accusa di essere antisemita, rassicurando la sua ex-amante del fatto che la loro relazione resti incontaminata da qualsiasi svolta politica(!) .Heidegger è ormai ordinario di filosofia all’università di Freiburg, dove nell’aprile del ’33 terrà il famoso discorso inaugurale del suo rettorato che macchierà per sempre la sua integrità umana e filosofica.Purtroppo di quest’epoca si sono conservate solo pochissime lettere di Hannah Arendt. I sentimenti – non filosofici e non razionali – della giovane donna che deve arrendersi all’idea che il suo primo grande amore è naufragato, rimangono nelle ombre, credo però che siano facilmente immaginabili. Probabilmente, come reazione al fallimento della sua relazione con Heidegger, sposa nel 1929 Günther Anders, l’allievo meno stimato di Heidegger ; il matrimonio sarà infelice e finirà nel 1937 con il divorzio, mentre la relazione tra Heidegger e Arendt in qualche modo continua.Ci sarà un seconda e una terza stagione.Nel 1950 la Arendt, ritornata dall’esilio negli Stati Uniti, cerca di nuovo il contatto con il suo ex-insegnante. Purtroppo anche la lettera con la quale si rivolge a lui si è persa, esiste solamente la risposta di lui. Una breve nota alquanto formale, in cui si rivolge a Hannah addirittura dandole del Lei ( !).Nella sera del 7. 2. 1950 avviene a Freiburg il loro primo incontro dopo 25 anni.Una vera e propria chicca nell’epistolario – in senso alquanto ambivalente ! – è la lettera di Heidegger del giorno seguente, nella quale egli pronuncia eloquentemente il suo mea culpa. E’ una lettera dai toni allegri e compiacenti. Per buoni motivi. Inaspettatamente è riuscito a conciliarsi con il suo passato e inoltre a conciliare le due donne più importanti della sua vita, cioè l’ebrea Hannah Arendt e sua moglie Elfriede, una fervente nazionalsocialista ed incorreggibile antisemita. A quanto pare, la relazione confidenziale fra di loro si ristabilì da subito. Ovviamente le dà di nuovo del tu, pronunciando verso la fine della sua lettera frasi oscure nel tipico stile heideggeriano : Le cose decisive succedono sempre all’improvviso. Fulmine, nella nostra lingua, vuol dire in verità : sguardo. Ma l’improvviso, nel bene e nel male, ha bisogno di un lungo tempo per concretizzarsi.Cosa significa?Probabilmente : dai, dimentichiamo il passato e incominciamo da capo. Sì, stai tranquilla, mi piaci ancora. A mia moglie, vedrai, ci penso io.Nei successivi due anni, Heidegger e Arendt s’incontrano diverse volte, di solito a Freiburg, alle volte in presenza della moglie. Purtroppo anche di questo periodo, si sono conservate poche lettere della Arendt. In compenso parla di lui in modo assai chiaro alla sua amica, la scrittrice americana Mary McCarthy, confessandole – in sintesi – che i rapporti con Heidegger vanno bene, finché lei accetta il suo ruolo, tacendo del suo lavoro e recitando invece la parte della semi-analfabeta.E’ proprio in questa loro seconda stagione, che Heidegger per Hannahsi inventa addirittura poeta. Poesia, fatta come le sue lettere, dei falsi sentimenti di un uomo decisamente non all’altezza dell’amore a lui offerto. La verità è che ha perso l’occasione della sua vita. Ma siccome non può ammetterlo, né davanti a se stesso, né davanti a lei, ha bisogno di parole oscure per mistificare ciò che, senza mezzi termini, è stato il fallimento della sua vita.Arendt deve aver assaporato il cattivo gusto di questa commedia, tanto è vero che dal 1952 al 1967 i contatti fra di loro si fanno sporadici. Non si vedono più e solo negli ultimi anni della loro vita s’avvicinano un’ ultima volta.Il loro autunno chiama Heidegger, a cui le parole non mancano mai, la loro ultima stagione e questa volta pare che la Arendt si rassegni a vedere le cose in questa luce.Sa che ormai si tratta solo di un epilogo.Il 12. 8.1975, Heidegger e Arendt s’incontrano per l’ultima volta a Freiburg. Quattro mesi dopo Arendt muore d’infarto a New York, Heidegger, 17 anni più vecchio di lei, la segue nel Maggio del 1976.Immagino che sarà stato un pomeriggio come tanti altri trascorsi insieme. Heidegger avrà parlato del suo lavoro e Hannah l’avrà ascoltato. Probabilmente egli non avrà lasciato spazio per un parlante silenzio. Avranno bevuto il tè insieme, Heidegger e le due donne della sua vita, Elfriede e Hannah, in spaventosa armonia.
Aut-aut : Martin Heidegger e Hannah Arendt

Nel 1925 Martin Heidegger e Hannah Arendt si conoscono a Marburg, dove Heidegger all’epoca insegna. E’ il periodo di Sein und Zeit. Heidegger ha 36 anni, è sposato, due figli, Hannah Arendt ha 19 anni ed è la sua allieva.
Poco dopo il loro primo incontro, il 27.2.25, Heidegger scrive alla cara Hannah che il demone si è impossessato di lui e che mai prima nella sua vita, gli era successa una cosa simile. Seguono delle espressioni romantiche; come quasi tutti gli innamorati, anche il grande Heidegger diventa assai banale nel tentativo di cogliere i propri sentimenti nelle parole.
Ben presto è chiaro – almeno per lui – che la loro storia non può avere un futuro. Apparentemente il motivo è il suo matrimonio, ma leggendo tra le righe delle sue lettere a Hannah, è assai palese che in verità si tratta del suo lavoro – o della sua vocazione. Vuol dire: messo davanti alla scelta tra la realizzazione della sua opera o quella del suo amore, egli sceglie, senza esitare, l’opera.
In sua moglie sa di avere una fedele compagna che sostiene incondizionatamente il lavoro del marito, mentre Hannah è una giovane donna esigente in tutti sensi, una futura intellettuale, che il suo inconscio guarda con sospetto e timore.
Con un paradosso, si potrebbe dire che la loro relazione nasce e muore allo stesso tempo, rimanendo per tutta una vita soltanto un accenno, un sogno che non si realizzerà mai. A Heidegger questa idealizzazione della loro relazione va bene, a Hannah no.
Conseguentemente, già nel 1926 , compresa l’impossibilità di un qualsiasi futuro comune, prende le distanze. Ci si vede ancora, ci si scrive, ma ora tutto è all’insegna della rinuncia che Heidegger in seguito stilizza come il vero compimento dell’amore.
Gli anni ‘20 sono per la Arendt gli anni della sua formazione filosofica, per Heidegger il periodo in cui definisce le massime della sua filosofia.
L’ultima lettera di questo loro primo periodo risale all’inverno del 1932/33 ed è, a quanto pare, la risposta ad una lettera della Arendt non documentata, in cui Heidegger si difende contro l’accusa di essere antisemita, rassicurando la sua ex-amante del fatto che la loro relazione resti incontaminata da qualsiasi svolta politica(!) .
Heidegger è ormai ordinario di filosofia all’università di Freiburg, dove nell’aprile del ’33 terrà il famoso discorso inaugurale del suo rettorato che macchierà per sempre la sua integrità umana e filosofica.
Purtroppo di quest’epoca si sono conservate solo pochissime lettere di Hannah Arendt. I sentimenti – non filosofici e non razionali – della giovane donna che deve arrendersi all’idea che il suo primo grande amore è naufragato, rimangono nelle ombre, credo però che siano facilmente immaginabili. Probabilmente, come reazione al fallimento della sua relazione con Heidegger, sposa nel 1929 Günther Anders, l’allievo meno stimato di Heidegger ; il matrimonio sarà infelice e finirà nel 1937 con il divorzio, mentre la relazione tra Heidegger e Arendt in qualche modo continua.
Ci sarà un seconda e una terza stagione.
Nel 1950 la Arendt, ritornata dall’esilio negli Stati Uniti, cerca di nuovo il contatto con il suo ex-insegnante. Purtroppo anche la lettera con la quale si rivolge a lui si è persa, esiste solamente la risposta di lui. Una breve nota alquanto formale, in cui si rivolge a Hannah addirittura dandole del Lei ( !).
Nella sera del 7. 2. 1950 avviene a Freiburg il loro primo incontro dopo 25 anni.
Una vera e propria chicca nell’epistolario – in senso alquanto ambivalente ! – è la lettera di Heidegger del giorno seguente, nella quale egli pronuncia eloquentemente il suo mea culpa. E’ una lettera dai toni allegri e compiacenti. Per buoni motivi. Inaspettatamente è riuscito a conciliarsi con il suo passato e inoltre a conciliare le due donne più importanti della sua vita, cioè l’ebrea Hannah Arendt e sua moglie Elfriede, una fervente nazionalsocialista ed incorreggibile antisemita. A quanto pare, la relazione confidenziale fra di loro si ristabilì da subito. Ovviamente le dà di nuovo del tu, pronunciando verso la fine della sua lettera frasi oscure nel tipico stile heideggeriano : Le cose decisive succedono sempre all’improvviso. Fulmine, nella nostra lingua, vuol dire in verità : sguardo. Ma l’improvviso, nel bene e nel male, ha bisogno di un lungo tempo per concretizzarsi.
Cosa significa?
Probabilmente : dai, dimentichiamo il passato e incominciamo da capo. Sì, stai tranquilla, mi piaci ancora. A mia moglie, vedrai, ci penso io.
Nei successivi due anni, Heidegger e Arendt s’incontrano diverse volte, di solito a Freiburg, alle volte in presenza della moglie. Purtroppo anche di questo periodo, si sono conservate poche lettere della Arendt. In compenso parla di lui in modo assai chiaro alla sua amica, la scrittrice americana Mary McCarthy, confessandole – in sintesi – che i rapporti con Heidegger vanno bene, finché lei accetta il suo ruolo, tacendo del suo lavoro e recitando invece la parte della semi-analfabeta.
E’ proprio in questa loro seconda stagione, che Heidegger per Hannah
si inventa addirittura poeta. Poesia, fatta come le sue lettere, dei falsi sentimenti di un uomo decisamente non all’altezza dell’amore a lui offerto. La verità è che ha perso l’occasione della sua vita. Ma siccome non può ammetterlo, né davanti a se stesso, né davanti a lei, ha bisogno di parole oscure per mistificare ciò che, senza mezzi termini, è stato il fallimento della sua vita.
Arendt deve aver assaporato il cattivo gusto di questa commedia, tanto è vero che dal 1952 al 1967 i contatti fra di loro si fanno sporadici. Non si vedono più e solo negli ultimi anni della loro vita s’avvicinano un’ ultima volta.
Il loro autunno chiama Heidegger, a cui le parole non mancano mai, la loro ultima stagione e questa volta pare che la Arendt si rassegni a vedere le cose in questa luce.
Sa che ormai si tratta solo di un epilogo.
Il 12. 8.1975, Heidegger e Arendt s’incontrano per l’ultima volta a Freiburg. Quattro mesi dopo Arendt muore d’infarto a New York, Heidegger, 17 anni più vecchio di lei, la segue nel Maggio del 1976.

Immagino che sarà stato un pomeriggio come tanti altri trascorsi insieme. Heidegger avrà parlato del suo lavoro e Hannah l’avrà ascoltato. Probabilmente egli non avrà lasciato spazio per un parlante silenzio. Avranno bevuto il tè insieme, Heidegger e le due donne della sua vita, Elfriede e Hannah, in spaventosa armonia.

Aut-aut : Martin Heidegger e Hannah Arendt

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Oggi il mio professore di greco e latino, mentre prendevamo il caffè alle macchinette, mi ha raccontato un aneddoto.

Hannah Arendt e Martin Heidegger, nei primi anni venti, avevano una relazione segreta. Hannah era ebrea, perciò, quando furono promulgate le leggi razziali, sposò un uomo di convenienza ed emigrò negli Stati Uniti. E, volente o nolente, dovette rompere con Martin, che era iscritto al partito nazionalsocialista, nonostante non ne condividesse le idee. Era il 1933 quando si videro per l’ultima volta. Negli anni successivi non ebbero più notizie l’uno dell’altra, se non deboli echi delle rispettive fame. Hannah divenne sempre più famosa come conferenziera e Martin fu nominato rettore dell’università di Friburgo, e una volta finita la guerra cadde in disgrazia, come tutti coloro che avevano rivestito una qualche carica sotto il nazionalsocialismo. Quando, ormai negli anni cinquanta, Martin venne a sapere che Hannah avrebbe tenuto una conferenza nella sua città, decise di assistervi per rivedere, senza essere visto, quel suo amore, forse mai dimenticato, forse no. Alla conferenza Martin sedette in un angolo, io me l’immagino un po’ rannicchiato, infagottato in un impermeabile. Curioso e probabilmente spaurito, convito della sua invisibilità. Hannah entrò, si guardò attorno e cominiciò il suo discorso. E disse: “Signori, signore, caro Martin, benvenuti”. Non si vedevano da vent’anni.

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