Ask me anything

EL is a dinosaur

Misanthropy is a general dislike, distrust, or hatred of the human species, or a disposition to dislike and/or distrust other people.
A misanthrope or misanthropist is a person who dislikes or distrusts humanity as a general rule.

permalink (via ineluttabile)
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permalink “io e te vivremo lontani dal mare
<3
in tutti i sensi”
[(L)]

“io e te vivremo lontani dal mare

<3

in tutti i sensi

[(L)]

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Vorrei che tu fossi qui con me. Non che tu fossi me o che fossi seduta qui al mio posto. Vorrei che tu sedessi accanto a me e vedessi tutto quello che vedo io ma in modo diverso. E vorrei che mi raccontassi cosa vedi. Vorrei che lo tirassi fuori davanti a me e me lo lasciassi toccare. Hai detto che non parleremmo perché le tue labbra sarebbero premute sulle mie. È uguale se ci baciamo alla stessa ora in posti diversi? Ci possiamo baciare da così lontano se ci pensiamo alla stessa ora e chiudiamo gli occhi e muoviamo le labbra? È amore diviso dagli spazi se crediamo che gli spazi che dividono possono riunirci e che in due posti diversi vedremo la stessa cosa in modo eterno?
— Zoe Trope (via maggese)
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Dear Karen,
if you’re reading this, it means I actually worked up the courage to mail it.
So, good for me.
You don’t know me very well - but if you get me started, I have a tendency to go on and on about how hard the writing is for me. But this… this is the hardest thing I’ve ever had to write. There’s no easy way to say this, so I’ll just say it.
I met someone. It was an accident. I wasn’t looking for it. I wasn’t on the make.
It was a perfect storm. She said one thing. I said another. Next thing I knew, I wanted to spend the rest of my life in the middle of that conversation.
Now there’s this feeling in my gut.
She might be the one. She’s completely nuts in a way that makes me smile - highly neurotic. A great deal of maintenance required. She is you, Karen. That’s the good news.
The bad is that I don’t know how to be with you right now. And it scares the shit out of me. Because if I’m not with you right now, I have this feeling we’ll get lost out there. It’s a big, bad world full of twists and turns, and people have a way of blinking and missing the moment… the moment that could have changed everything.
I don’t know what’s going on with us, and I can’t tell you why you should waste a leap of faith on the likes of me.
But, damn, you smell good. Like home.
And you make excellent coffee. That’s got to count for something, right?
Call me.

Unfaithfully yours, Hank Moody.

— Californication, 02x10. (via starcrossed) (via possibilities)
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permalink the best gift
(via fashionfever)

the best gift

(via fashionfever)

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Pick me

Choose me

Love me

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Ché poi l’amore è un’altra cosa. E’ più di viscere e meno di cuore. E’ più fatica che leggerezza. E’ più costruzione che osservazione.
— via blonde inside (via imod) (via plettrude) (via neru)
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permalink Nel 1925 Martin Heidegger e Hannah Arendt si conoscono a Marburg, dove Heidegger all’epoca insegna. E’ il periodo di Sein und Zeit. Heidegger ha 36 anni, è sposato, due figli, Hannah Arendt ha 19 anni ed è la sua allieva. Poco dopo il loro primo incontro, il 27.2.25, Heidegger scrive alla cara Hannah che il demone si è impossessato di lui e che mai prima nella sua vita, gli era successa una cosa simile. Seguono delle espressioni romantiche; come quasi tutti gli innamorati, anche il grande Heidegger diventa assai banale nel tentativo di cogliere i propri sentimenti nelle parole.Ben presto è chiaro – almeno per lui – che la loro storia non può avere un futuro. Apparentemente il motivo è il suo matrimonio, ma leggendo tra le righe delle sue lettere a Hannah, è assai palese che in verità si tratta del suo lavoro – o della sua vocazione. Vuol dire: messo davanti alla scelta tra la realizzazione della sua opera o quella del suo amore, egli sceglie, senza esitare, l’opera.In sua moglie sa di avere una fedele compagna che sostiene incondizionatamente il lavoro del marito, mentre Hannah è una giovane donna esigente in tutti sensi, una futura intellettuale, che il suo inconscio guarda con sospetto e timore.Con un paradosso, si potrebbe dire che la loro relazione nasce e muore allo stesso tempo, rimanendo per tutta una vita soltanto un accenno, un sogno che non si realizzerà mai. A Heidegger questa idealizzazione della loro relazione va bene, a Hannah no.Conseguentemente, già nel 1926 , compresa l’impossibilità di un qualsiasi futuro comune, prende le distanze. Ci si vede ancora, ci si scrive, ma ora tutto è all’insegna della rinuncia che Heidegger in seguito stilizza come il vero compimento dell’amore.Gli anni ‘20 sono per la Arendt gli anni della sua formazione filosofica, per Heidegger il periodo in cui definisce le massime della sua filosofia.L’ultima lettera di questo loro primo periodo risale all’inverno del 1932/33 ed è, a quanto pare, la risposta ad una lettera della Arendt non documentata, in cui Heidegger si difende contro l’accusa di essere antisemita, rassicurando la sua ex-amante del fatto che la loro relazione resti incontaminata da qualsiasi svolta politica(!) .Heidegger è ormai ordinario di filosofia all’università di Freiburg, dove nell’aprile del ’33 terrà il famoso discorso inaugurale del suo rettorato che macchierà per sempre la sua integrità umana e filosofica.Purtroppo di quest’epoca si sono conservate solo pochissime lettere di Hannah Arendt. I sentimenti – non filosofici e non razionali – della giovane donna che deve arrendersi all’idea che il suo primo grande amore è naufragato, rimangono nelle ombre, credo però che siano facilmente immaginabili. Probabilmente, come reazione al fallimento della sua relazione con Heidegger, sposa nel 1929 Günther Anders, l’allievo meno stimato di Heidegger&#160;; il matrimonio sarà infelice e finirà nel 1937 con il divorzio, mentre la relazione tra Heidegger e Arendt in qualche modo continua.Ci sarà un seconda e una terza stagione.Nel 1950 la Arendt, ritornata dall’esilio negli Stati Uniti, cerca di nuovo il contatto con il suo ex-insegnante. Purtroppo anche la lettera con la quale si rivolge a lui si è persa, esiste solamente la risposta di lui. Una breve nota alquanto formale, in cui si rivolge a Hannah addirittura dandole del Lei (&#160;!).Nella sera del 7. 2. 1950 avviene a Freiburg il loro primo incontro dopo 25 anni.Una vera e propria chicca nell’epistolario – in senso alquanto ambivalente&#160;! – è la lettera di Heidegger del giorno seguente, nella quale egli pronuncia eloquentemente il suo mea culpa. E’ una lettera dai toni allegri e compiacenti. Per buoni motivi. Inaspettatamente è riuscito a conciliarsi con il suo passato e inoltre a conciliare le due donne più importanti della sua vita, cioè l’ebrea Hannah Arendt e sua moglie Elfriede, una fervente nazionalsocialista ed incorreggibile antisemita. A quanto pare, la relazione confidenziale fra di loro si ristabilì da subito. Ovviamente le dà di nuovo del tu, pronunciando verso la fine della sua lettera frasi oscure nel tipico stile heideggeriano&#160;: Le cose decisive succedono sempre all’improvviso. Fulmine, nella nostra lingua, vuol dire in verità&#160;: sguardo. Ma l’improvviso, nel bene e nel male, ha bisogno di un lungo tempo per concretizzarsi.Cosa significa?Probabilmente&#160;: dai, dimentichiamo il passato e incominciamo da capo. Sì, stai tranquilla, mi piaci ancora. A mia moglie, vedrai, ci penso io.Nei successivi due anni, Heidegger e Arendt s’incontrano diverse volte, di solito a Freiburg, alle volte in presenza della moglie. Purtroppo anche di questo periodo, si sono conservate poche lettere della Arendt. In compenso parla di lui in modo assai chiaro alla sua amica, la scrittrice americana Mary McCarthy, confessandole – in sintesi – che i rapporti con Heidegger vanno bene, finché lei accetta il suo ruolo, tacendo del suo lavoro e recitando invece la parte della semi-analfabeta.E’ proprio in questa loro seconda stagione, che Heidegger per Hannahsi inventa addirittura poeta. Poesia, fatta come le sue lettere, dei falsi sentimenti di un uomo decisamente non all’altezza dell’amore a lui offerto. La verità è che ha perso l’occasione della sua vita. Ma siccome non può ammetterlo, né davanti a se stesso, né davanti a lei, ha bisogno di parole oscure per mistificare ciò che, senza mezzi termini, è stato il fallimento della sua vita.Arendt deve aver assaporato il cattivo gusto di questa commedia, tanto è vero che dal 1952 al 1967 i contatti fra di loro si fanno sporadici. Non si vedono più e solo negli ultimi anni della loro vita s’avvicinano un’ ultima volta.Il loro autunno chiama Heidegger, a cui le parole non mancano mai, la loro ultima stagione e questa volta pare che la Arendt si rassegni a vedere le cose in questa luce.Sa che ormai si tratta solo di un epilogo.Il 12. 8.1975, Heidegger e Arendt s’incontrano per l’ultima volta a Freiburg. Quattro mesi dopo Arendt muore d’infarto a New York, Heidegger, 17 anni più vecchio di lei, la segue nel Maggio del 1976.Immagino che sarà stato un pomeriggio come tanti altri trascorsi insieme. Heidegger avrà parlato del suo lavoro e Hannah l’avrà ascoltato. Probabilmente egli non avrà lasciato spazio per un parlante silenzio. Avranno bevuto il tè insieme, Heidegger e le due donne della sua vita, Elfriede e Hannah, in spaventosa armonia.
Aut-aut&#160;: Martin Heidegger e Hannah Arendt

Nel 1925 Martin Heidegger e Hannah Arendt si conoscono a Marburg, dove Heidegger all’epoca insegna. E’ il periodo di Sein und Zeit. Heidegger ha 36 anni, è sposato, due figli, Hannah Arendt ha 19 anni ed è la sua allieva.
Poco dopo il loro primo incontro, il 27.2.25, Heidegger scrive alla cara Hannah che il demone si è impossessato di lui e che mai prima nella sua vita, gli era successa una cosa simile. Seguono delle espressioni romantiche; come quasi tutti gli innamorati, anche il grande Heidegger diventa assai banale nel tentativo di cogliere i propri sentimenti nelle parole.
Ben presto è chiaro – almeno per lui – che la loro storia non può avere un futuro. Apparentemente il motivo è il suo matrimonio, ma leggendo tra le righe delle sue lettere a Hannah, è assai palese che in verità si tratta del suo lavoro – o della sua vocazione. Vuol dire: messo davanti alla scelta tra la realizzazione della sua opera o quella del suo amore, egli sceglie, senza esitare, l’opera.
In sua moglie sa di avere una fedele compagna che sostiene incondizionatamente il lavoro del marito, mentre Hannah è una giovane donna esigente in tutti sensi, una futura intellettuale, che il suo inconscio guarda con sospetto e timore.
Con un paradosso, si potrebbe dire che la loro relazione nasce e muore allo stesso tempo, rimanendo per tutta una vita soltanto un accenno, un sogno che non si realizzerà mai. A Heidegger questa idealizzazione della loro relazione va bene, a Hannah no.
Conseguentemente, già nel 1926 , compresa l’impossibilità di un qualsiasi futuro comune, prende le distanze. Ci si vede ancora, ci si scrive, ma ora tutto è all’insegna della rinuncia che Heidegger in seguito stilizza come il vero compimento dell’amore.
Gli anni ‘20 sono per la Arendt gli anni della sua formazione filosofica, per Heidegger il periodo in cui definisce le massime della sua filosofia.
L’ultima lettera di questo loro primo periodo risale all’inverno del 1932/33 ed è, a quanto pare, la risposta ad una lettera della Arendt non documentata, in cui Heidegger si difende contro l’accusa di essere antisemita, rassicurando la sua ex-amante del fatto che la loro relazione resti incontaminata da qualsiasi svolta politica(!) .
Heidegger è ormai ordinario di filosofia all’università di Freiburg, dove nell’aprile del ’33 terrà il famoso discorso inaugurale del suo rettorato che macchierà per sempre la sua integrità umana e filosofica.
Purtroppo di quest’epoca si sono conservate solo pochissime lettere di Hannah Arendt. I sentimenti – non filosofici e non razionali – della giovane donna che deve arrendersi all’idea che il suo primo grande amore è naufragato, rimangono nelle ombre, credo però che siano facilmente immaginabili. Probabilmente, come reazione al fallimento della sua relazione con Heidegger, sposa nel 1929 Günther Anders, l’allievo meno stimato di Heidegger ; il matrimonio sarà infelice e finirà nel 1937 con il divorzio, mentre la relazione tra Heidegger e Arendt in qualche modo continua.
Ci sarà un seconda e una terza stagione.
Nel 1950 la Arendt, ritornata dall’esilio negli Stati Uniti, cerca di nuovo il contatto con il suo ex-insegnante. Purtroppo anche la lettera con la quale si rivolge a lui si è persa, esiste solamente la risposta di lui. Una breve nota alquanto formale, in cui si rivolge a Hannah addirittura dandole del Lei ( !).
Nella sera del 7. 2. 1950 avviene a Freiburg il loro primo incontro dopo 25 anni.
Una vera e propria chicca nell’epistolario – in senso alquanto ambivalente ! – è la lettera di Heidegger del giorno seguente, nella quale egli pronuncia eloquentemente il suo mea culpa. E’ una lettera dai toni allegri e compiacenti. Per buoni motivi. Inaspettatamente è riuscito a conciliarsi con il suo passato e inoltre a conciliare le due donne più importanti della sua vita, cioè l’ebrea Hannah Arendt e sua moglie Elfriede, una fervente nazionalsocialista ed incorreggibile antisemita. A quanto pare, la relazione confidenziale fra di loro si ristabilì da subito. Ovviamente le dà di nuovo del tu, pronunciando verso la fine della sua lettera frasi oscure nel tipico stile heideggeriano : Le cose decisive succedono sempre all’improvviso. Fulmine, nella nostra lingua, vuol dire in verità : sguardo. Ma l’improvviso, nel bene e nel male, ha bisogno di un lungo tempo per concretizzarsi.
Cosa significa?
Probabilmente : dai, dimentichiamo il passato e incominciamo da capo. Sì, stai tranquilla, mi piaci ancora. A mia moglie, vedrai, ci penso io.
Nei successivi due anni, Heidegger e Arendt s’incontrano diverse volte, di solito a Freiburg, alle volte in presenza della moglie. Purtroppo anche di questo periodo, si sono conservate poche lettere della Arendt. In compenso parla di lui in modo assai chiaro alla sua amica, la scrittrice americana Mary McCarthy, confessandole – in sintesi – che i rapporti con Heidegger vanno bene, finché lei accetta il suo ruolo, tacendo del suo lavoro e recitando invece la parte della semi-analfabeta.
E’ proprio in questa loro seconda stagione, che Heidegger per Hannah
si inventa addirittura poeta. Poesia, fatta come le sue lettere, dei falsi sentimenti di un uomo decisamente non all’altezza dell’amore a lui offerto. La verità è che ha perso l’occasione della sua vita. Ma siccome non può ammetterlo, né davanti a se stesso, né davanti a lei, ha bisogno di parole oscure per mistificare ciò che, senza mezzi termini, è stato il fallimento della sua vita.
Arendt deve aver assaporato il cattivo gusto di questa commedia, tanto è vero che dal 1952 al 1967 i contatti fra di loro si fanno sporadici. Non si vedono più e solo negli ultimi anni della loro vita s’avvicinano un’ ultima volta.
Il loro autunno chiama Heidegger, a cui le parole non mancano mai, la loro ultima stagione e questa volta pare che la Arendt si rassegni a vedere le cose in questa luce.
Sa che ormai si tratta solo di un epilogo.
Il 12. 8.1975, Heidegger e Arendt s’incontrano per l’ultima volta a Freiburg. Quattro mesi dopo Arendt muore d’infarto a New York, Heidegger, 17 anni più vecchio di lei, la segue nel Maggio del 1976.

Immagino che sarà stato un pomeriggio come tanti altri trascorsi insieme. Heidegger avrà parlato del suo lavoro e Hannah l’avrà ascoltato. Probabilmente egli non avrà lasciato spazio per un parlante silenzio. Avranno bevuto il tè insieme, Heidegger e le due donne della sua vita, Elfriede e Hannah, in spaventosa armonia.

Aut-aut : Martin Heidegger e Hannah Arendt

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permalink Ahahahhahaha che cosa pessima, lo so.
thedailywhat: Ouch. [tnw.]

Ahahahhahaha che cosa pessima, lo so.

thedailywhat: Ouch. [tnw.]

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permalink &#8220;di&#8217; che e&#8217; scemo e sdolcinato, ma mi piace&#8221;
zuppadivetro: rispostesenzadomanda: 9gag: icecream love~!^^

“di’ che e’ scemo e sdolcinato, ma mi piace”

zuppadivetro: rispostesenzadomanda: 9gag: icecream love~!^^

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