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EL is a dinosaur

Misanthropy is a general dislike, distrust, or hatred of the human species, or a disposition to dislike and/or distrust other people.
A misanthrope or misanthropist is a person who dislikes or distrusts humanity as a general rule.

permalink non faccio che pensare che oggi e’ iniziato uno dei mesi piu’ belli della nostra vita, il mese in cui arrivero’ da te e sistemero’ la roba nell’armadio, il mese in cui la mia valigia non rimarra’ aperta al lato del letto, che ci ha sempre rattristato, ma sara’ riposta insieme alle tue; il mese in cui faremo la spesa, laveremo e puliremo come se fosse casa nostra; il mese in cui ci saluteremo la mattina dai due lati opposti della banchina di thaliastraße, e ci incontreremo a stephan davanti l’aida; e’ iniziato il mese che ci vedra’ insieme, davvero, piu’ vicini e legati di sempre. E questo e’ l’ultimo primo-del-mese prima di questa meravigliosa vita insieme. Fra un mese esatto ci sveglieremo e faremo una passeggiata in qualche parco, andremo a fare il bagno nel donau, chissa’, e penseremo a come sia difficile minimamente immaginare che un mese prima fossimo lontani e non vivessimo insieme. Ed e’ divertente come tra due esatte settimane, a partire sempre da oggi, io saro’ li’ da te, di come fra due esatti giovedi’, alle 11.20 saro’ sotto la tua finestra, davanti il giallo Ströck, con la valigia e lo zaino e tu, fra esattamente due settimane, scenderai le scale e mi vedrai li’, vicino la panchina e, in quel preciso istante, ci renderemo conto che la nostra vita insieme e’ davvero iniziata; e, fra esattamente 336 ore, saro’ stesa sull’erba del donau park, coi papers di Nora sulla pancia, che non riesco a leggere perche’ non riesco a crederci di essere cosi’ vicina a te e di essere davvero e finalmente dentro la nostra vita insieme, di zoom-outarmi nello spazio e nel tempo e non riuscire a crederci di avere finalmente cio’ che piu’ di ogni altra cosa desideravamo; e fra esattamente 336 ore staro’ pensando che entrambi in quello stesso istante staremo sorridendo, pensando che questo e’ tutto cio’ che vogliamo.
Welcome July, god bless that you have 31 days.
Tech Gate’s elevator, Donau City, Wien - March 2010
-mine-

non faccio che pensare che oggi e’ iniziato uno dei mesi piu’ belli della nostra vita, il mese in cui arrivero’ da te e sistemero’ la roba nell’armadio, il mese in cui la mia valigia non rimarra’ aperta al lato del letto, che ci ha sempre rattristato, ma sara’ riposta insieme alle tue; il mese in cui faremo la spesa, laveremo e puliremo come se fosse casa nostra; il mese in cui ci saluteremo la mattina dai due lati opposti della banchina di thaliastraße, e ci incontreremo a stephan davanti l’aida; e’ iniziato il mese che ci vedra’ insieme, davvero, piu’ vicini e legati di sempre. E questo e’ l’ultimo primo-del-mese prima di questa meravigliosa vita insieme. Fra un mese esatto ci sveglieremo e faremo una passeggiata in qualche parco, andremo a fare il bagno nel donau, chissa’, e penseremo a come sia difficile minimamente immaginare che un mese prima fossimo lontani e non vivessimo insieme. Ed e’ divertente come tra due esatte settimane, a partire sempre da oggi, io saro’ li’ da te, di come fra due esatti giovedi’, alle 11.20 saro’ sotto la tua finestra, davanti il giallo Ströck, con la valigia e lo zaino e tu, fra esattamente due settimane, scenderai le scale e mi vedrai li’, vicino la panchina e, in quel preciso istante, ci renderemo conto che la nostra vita insieme e’ davvero iniziata; e, fra esattamente 336 ore, saro’ stesa sull’erba del donau park, coi papers di Nora sulla pancia, che non riesco a leggere perche’ non riesco a crederci di essere cosi’ vicina a te e di essere davvero e finalmente dentro la nostra vita insieme, di zoom-outarmi nello spazio e nel tempo e non riuscire a crederci di avere finalmente cio’ che piu’ di ogni altra cosa desideravamo; e fra esattamente 336 ore staro’ pensando che entrambi in quello stesso istante staremo sorridendo, pensando che questo e’ tutto cio’ che vogliamo.

Welcome July, god bless that you have 31 days.

Tech Gate’s elevator, Donau City, Wien - March 2010

-mine-

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permalink perchè non c’è nulla di più nostro di aggirarci per quartieri residenziali e periferici di una qualsiasi città in un fresco che non sia agosto, per luoghi senza il minimo interesse turistico, per la sola occasione di parlare per ore, esagerando, discutendo dei problemi dell’umanità, raccontando, programmando la nostra vita, analizzando tutto ciò che guardiamo, non esaurendo mai argomenti, senza stancarci mai di parlare, perchè un solo secondo di silenzio ci sembra un’eternità. perchè averti accanto, guardare nello stesso momento la stessa immagine, vivere lo stesso momento, provare le stesse identiche sensazioni, avere la mia sciarpa, essere entrambi nello stesso istante fradici di una pioggia continentale di maggio, ci fa sentire così uniti e così partecipi. girare budapest, vienna o madrid in una giornata; fermarci ai chioschetti di umilianti feste popolari di gente vestita da caproni, comprare da mangiare dal spar di via del corso, fare colazione da fornetti di match, deridere costa, passeggiare sulle mura dell’alcazar di siviglia cercando di rubare uva acerba, mangiare bocadillos de calamares in un bar pieno di madrileni, dormire in bed & breakfast di dubbia legalità in quartieri a luci rosse e pagare una notte in meno per confusione del ragazzo col boxer obeso, andare a san lorenzo con i mezzi e camminare per via regina margherita sotto un diluvio universale, tornare fradici e trascorrere una delle notti più memorabili di sempre. sapere esattamente cosa stiamo pensando e sentirci così uniti, come nessuno potrebbe capire mai. perchè l’emblema di tutto ciò che c’è e ci sarà tra noi è abbeverarti quando sei assetato.
e questo non è che uno dei tanti (tantissimi) compleanni e ricorrenze che vivremo insieme, ma mi fa pensare alla persona speciale e perfetta che sei e come non potrei essere me senza di te.
happy birthday, darling. [<3]

geonosis & I - Kunst Haus, Wien 03.06.2010

perchè non c’è nulla di più nostro di aggirarci per quartieri residenziali e periferici di una qualsiasi città in un fresco che non sia agosto, per luoghi senza il minimo interesse turistico, per la sola occasione di parlare per ore, esagerando, discutendo dei problemi dell’umanità, raccontando, programmando la nostra vita, analizzando tutto ciò che guardiamo, non esaurendo mai argomenti, senza stancarci mai di parlare, perchè un solo secondo di silenzio ci sembra un’eternità. perchè averti accanto, guardare nello stesso momento la stessa immagine, vivere lo stesso momento, provare le stesse identiche sensazioni, avere la mia sciarpa, essere entrambi nello stesso istante fradici di una pioggia continentale di maggio, ci fa sentire così uniti e così partecipi. girare budapest, vienna o madrid in una giornata; fermarci ai chioschetti di umilianti feste popolari di gente vestita da caproni, comprare da mangiare dal spar di via del corso, fare colazione da fornetti di match, deridere costa, passeggiare sulle mura dell’alcazar di siviglia cercando di rubare uva acerba, mangiare bocadillos de calamares in un bar pieno di madrileni, dormire in bed & breakfast di dubbia legalità in quartieri a luci rosse e pagare una notte in meno per confusione del ragazzo col boxer obeso, andare a san lorenzo con i mezzi e camminare per via regina margherita sotto un diluvio universale, tornare fradici e trascorrere una delle notti più memorabili di sempre. sapere esattamente cosa stiamo pensando e sentirci così uniti, come nessuno potrebbe capire mai. perchè l’emblema di tutto ciò che c’è e ci sarà tra noi è abbeverarti quando sei assetato.

e questo non è che uno dei tanti (tantissimi) compleanni e ricorrenze che vivremo insieme, ma mi fa pensare alla persona speciale e perfetta che sei e come non potrei essere me senza di te.

happy birthday, darling. [<3]

geonosis & I - Kunst Haus, Wien 03.06.2010

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permalink Bots have feelings too.
(lovely) geonosis eating a wiener Schnitzel @ 7 Stern Brau - Wien
-mine-

Bots have feelings too.

(lovely) geonosis eating a wiener Schnitzel @ 7 Stern Brau - Wien

-mine-

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permalink sogno di prepararci cappuccini in piena notte, non temendo di rimanere svegli a parlare, vedere film, uscire a maniche corte, anche se e&#8217; il 26 dicembre.

stamattina il mio cappuccino e&#8217; stato ancora piu&#8217; bello (e buono).
-mine-

sogno di prepararci cappuccini in piena notte, non temendo di rimanere svegli a parlare, vedere film, uscire a maniche corte, anche se e’ il 26 dicembre.

stamattina il mio cappuccino e’ stato ancora piu’ bello (e buono).

-mine-

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permalink Ti voglio. Ti desidero. Ho bisogno di essere li&#8217;. E&#8217; tutto cosi&#8217; piu&#8217; facile stando seduta in una caffetteria sotto il tuo ufficio, sotto quella finestra con le tende a meta&#8217; e veder accendersi il neon rosso di Ströck e scrivere, studiare, apprendere dietro vetrate pulite e scintillanti vedendo passeggiare gente con le proprie vite, il proprio lavoro, le proprie relazioni in un posto del genere. Come e&#8217; tutto piu&#8217; tranquillo, pacato, sereno e come tutto sarebbe cosi&#8217; bello; nessuna preoccupazione, nessun nervosismo, alcun disagio, ma solo tanta serenita&#8217;, soddisfazione e felicita&#8217; di vivere in un posto del genere, io e te, insieme.
E&#8217; una delle foto piu&#8217; belle che abbia mai fatto, perche&#8217; e&#8217; uno dei posti piu&#8217; belli in cui sia mai stata e in cui sia mai stata piu&#8217; felice e serena.

-mine- 

Ti voglio. Ti desidero. Ho bisogno di essere li’. E’ tutto cosi’ piu’ facile stando seduta in una caffetteria sotto il tuo ufficio, sotto quella finestra con le tende a meta’ e veder accendersi il neon rosso di Ströck e scrivere, studiare, apprendere dietro vetrate pulite e scintillanti vedendo passeggiare gente con le proprie vite, il proprio lavoro, le proprie relazioni in un posto del genere. Come e’ tutto piu’ tranquillo, pacato, sereno e come tutto sarebbe cosi’ bello; nessuna preoccupazione, nessun nervosismo, alcun disagio, ma solo tanta serenita’, soddisfazione e felicita’ di vivere in un posto del genere, io e te, insieme.

E’ una delle foto piu’ belle che abbia mai fatto, perche’ e’ uno dei posti piu’ belli in cui sia mai stata e in cui sia mai stata piu’ felice e serena.

-mine

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permalink Tutto puo&#8217; finire, anche cio&#8217; che credevi eterno, anche la tua vita.
Never believe in certainties.
mine

Tutto puo’ finire, anche cio’ che credevi eterno, anche la tua vita.

Never believe in certainties.

mine

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permalink mi sembra di non mangiare da una vita, e da un tempo indeterminato, banalmente pronunciato in per sempre, ho voglia e bisogno di non farlo. per la prima volta non sono io che me lo impongo, ma il solo pensiero mi chiude con un tappo di saliva e di vomito il cardias, l&#8217;esofago e la bocca che tengo serrata e non voglio aprire, neanche quando, con estrema forza, cerco di spalancarmela, come puo&#8217; fare un dentista con un bambino capriccioso ma con le tonsille gonfie, perche&#8217; tutto questo mi spaventa da morire. per la prima volta mi sento invincibile, sono piena di forze fisiche, sento le mie gambe leggere pedalare a tutta velocita&#8217;, camminare a passo svelto con arcate ampie e pesanti, prendere appunti precisi, i migliori che abbia mai preso, e concentrarmi cosi&#8217; tanto ad una lezione, come non e&#8217; mai successo. nessun giramento di testa, nessuna debolezza, nessun bisogno di zucchero, che ora mi sembrano solo infantili e comprensibili scuse create in passato per poter mangiare, quando mi imponevo combattuti digiuni. ed ora, invece, non riesco che bere liquidi, che vorrei tanto assumere con cannucce, per poter sentire serrate le mie labbra e aprire la mia bocca il meno possibile, come se accettassi di assumere solo sostanze lisce e sottili, come se avessi bisogno solo di linfa vitale. ed ora, piu&#8217; di ogni altro momento nella mia vita, mi appare chiaro come e quanto il cibo, quella materia corposa e spessa, difficile da digerire, rappresenti la mia parola; quanto la mia voracita&#8217; rappresentasse la voglia disperata di voler parlare e di cercare ascolto e aiuto e di quanto ora non riesca a parlare e mi chiuda in un mutismo che mi ha sempre caratterizzato ma che, mai come ora, mi tranquillizza, mi rilassa i tendini, mi piaccia e senza il quale non potrei fare a meno. per la prima volta riesco e ho tutto sotto controllo, mi sento bene, equilibrata, ed il sentirmi triste e terribilmente sola, passa in secondo piano, come una condizione familiare, normale, fisiologica. e mai come oggi mi sono sentita messa a nudo, analizzata nel modo giusto, nell&#8217;unico vero, sentendomi dire semplicemente la verita&#8217; su tutto, su di me. e mi ha fatto paura scoprire che qualcuno puo&#8217; aver capito e possa leggermi dentro senza segreti, senza che io possa coprirmi o nascondermi.
&#8220;non devi punirti di nulla.&#8221;
(via artarikios) suzywire:

mi sembra di non mangiare da una vita, e da un tempo indeterminato, banalmente pronunciato in per sempre, ho voglia e bisogno di non farlo. per la prima volta non sono io che me lo impongo, ma il solo pensiero mi chiude con un tappo di saliva e di vomito il cardias, l’esofago e la bocca che tengo serrata e non voglio aprire, neanche quando, con estrema forza, cerco di spalancarmela, come puo’ fare un dentista con un bambino capriccioso ma con le tonsille gonfie, perche’ tutto questo mi spaventa da morire. per la prima volta mi sento invincibile, sono piena di forze fisiche, sento le mie gambe leggere pedalare a tutta velocita’, camminare a passo svelto con arcate ampie e pesanti, prendere appunti precisi, i migliori che abbia mai preso, e concentrarmi cosi’ tanto ad una lezione, come non e’ mai successo. nessun giramento di testa, nessuna debolezza, nessun bisogno di zucchero, che ora mi sembrano solo infantili e comprensibili scuse create in passato per poter mangiare, quando mi imponevo combattuti digiuni. ed ora, invece, non riesco che bere liquidi, che vorrei tanto assumere con cannucce, per poter sentire serrate le mie labbra e aprire la mia bocca il meno possibile, come se accettassi di assumere solo sostanze lisce e sottili, come se avessi bisogno solo di linfa vitale. ed ora, piu’ di ogni altro momento nella mia vita, mi appare chiaro come e quanto il cibo, quella materia corposa e spessa, difficile da digerire, rappresenti la mia parola; quanto la mia voracita’ rappresentasse la voglia disperata di voler parlare e di cercare ascolto e aiuto e di quanto ora non riesca a parlare e mi chiuda in un mutismo che mi ha sempre caratterizzato ma che, mai come ora, mi tranquillizza, mi rilassa i tendini, mi piaccia e senza il quale non potrei fare a meno. per la prima volta riesco e ho tutto sotto controllo, mi sento bene, equilibrata, ed il sentirmi triste e terribilmente sola, passa in secondo piano, come una condizione familiare, normale, fisiologica. e mai come oggi mi sono sentita messa a nudo, analizzata nel modo giusto, nell’unico vero, sentendomi dire semplicemente la verita’ su tutto, su di me. e mi ha fatto paura scoprire che qualcuno puo’ aver capito e possa leggermi dentro senza segreti, senza che io possa coprirmi o nascondermi.

“non devi punirti di nulla.”

(via artarikios) suzywire:

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neru: elicriso:

Così alla strada perfetta di un posto perfetto in un momento perfetto stasera preferisco una strada qualunque di un giorno qualunque in un momento qualunque, per ricordarmi che alla migliore strada possibile si arriva spesso passando prima da cento altre, con un pezzo di vita da lasciare o raccogliere ad ogni bivio e la necessità di continuare a camminare.

P. su flickr

Ho deciso che voglio la strada qualunque di un giorno qualunque; niente città cosmopolite, nessuna università dal nome altisonante, nessuna vita stravagante e fuori dal comune; ho deciso cosa voglio dalla mia vita e tutto ciò che mi basterebbe per rendere la mia vita splendida sarebbe lavorare con quei due e trovare moscerini svolazzanti tra i vestiti e i capelli. Poi, se è possibile, anche un bel monolocale e una bici.

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permalink Mi sento in colpa di non essermi resa conto di cosa avesse voluto dire quel &#8220;dai, dammi lo statino&#8221;, quel voto scritto di corsa, d&#8217;impulso, quello scarabocchio sul verbale e sul mio libretto, quei 10 minuti e quell&#8217;aver annuito al mio sprezzante: &#8220;in prima divisione meiotica&#8221; e al mio &#8220;una sostituzione di base&#8221;, di non aver dato importanza a quegli atteggiamenti spontanei, inconsci. Mi sento in colpa della faccia che avrò fatto, dell&#8217;apatia del momento e di non aver detto nulla. Non farò che pensarci per 13 lunghi mesi, mi chiederò se non ho messo a repentaglio tutto in questo modo, per non aver capito. Chissà se è davvero così, poi.
Ed ora che tutto è finito, mi sento abbandonata. Mi sento vuota e di nuovo instabile. E&#8217; tutto finito: il corso, i martedì notte insonni pensando che il giorno dopo ci sarebbe stata lezione di genetica, la forza che mi dava, anche solo di alzarmi la mattina o di vestirmi bene e non trascurarmi, come faccio di solito. Ogni giorno aveva un senso, tutto girava attorno a quegli ultimi tre giorni della settimana universitaria, e tutti gli altri non erano che un contoallarovescia di quante ore mancassero alla lezione. Mi sento persa, voglio tornare indietro, rifare il corso, rifare l&#8217;esame, dieci, cento, mille altre volte. Come farò? Non riesco a pensarci; non riesco più ad immaginare le mie giornate senza la genetica, senza le sue lezioni, senza i mici, senza l&#8217;attesa fuori dal dipartimento, le sigarette nervose, gli esercizi alla lavagna, senza quello scirocco impetuoso che mi entrava dalle orecchie e mi scuoteva dentro e mi annebbiava gli occhi e mi interrompeva per attimi infiniti la circolazione nelle braccia, nelle dita, nei polpastrelli, che mi disorientava, facendomi perdere la cognizione del tempo e di me stessa. Come si può costruire un semestre senza tutto questo? Come posso seguire un semestre senza lui e la genetica?

Mi sento in colpa di non essermi resa conto di cosa avesse voluto dire quel “dai, dammi lo statino”, quel voto scritto di corsa, d’impulso, quello scarabocchio sul verbale e sul mio libretto, quei 10 minuti e quell’aver annuito al mio sprezzante: “in prima divisione meiotica” e al mio “una sostituzione di base”, di non aver dato importanza a quegli atteggiamenti spontanei, inconsci. Mi sento in colpa della faccia che avrò fatto, dell’apatia del momento e di non aver detto nulla. Non farò che pensarci per 13 lunghi mesi, mi chiederò se non ho messo a repentaglio tutto in questo modo, per non aver capito. Chissà se è davvero così, poi.

Ed ora che tutto è finito, mi sento abbandonata. Mi sento vuota e di nuovo instabile. E’ tutto finito: il corso, i martedì notte insonni pensando che il giorno dopo ci sarebbe stata lezione di genetica, la forza che mi dava, anche solo di alzarmi la mattina o di vestirmi bene e non trascurarmi, come faccio di solito. Ogni giorno aveva un senso, tutto girava attorno a quegli ultimi tre giorni della settimana universitaria, e tutti gli altri non erano che un contoallarovescia di quante ore mancassero alla lezione. Mi sento persa, voglio tornare indietro, rifare il corso, rifare l’esame, dieci, cento, mille altre volte. Come farò? Non riesco a pensarci; non riesco più ad immaginare le mie giornate senza la genetica, senza le sue lezioni, senza i mici, senza l’attesa fuori dal dipartimento, le sigarette nervose, gli esercizi alla lavagna, senza quello scirocco impetuoso che mi entrava dalle orecchie e mi scuoteva dentro e mi annebbiava gli occhi e mi interrompeva per attimi infiniti la circolazione nelle braccia, nelle dita, nei polpastrelli, che mi disorientava, facendomi perdere la cognizione del tempo e di me stessa. Come si può costruire un semestre senza tutto questo? Come posso seguire un semestre senza lui e la genetica?

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permalink (via fuckyeanintendo)
why don&#8217;t you want to stay with me why don&#8217;t you want to stay with me why don&#8217;t you want to stay with me why don&#8217;t you want to stay with me why don&#8217;t you want to stay with me why don&#8217;t you want to stay with me why don&#8217;t you want to stay with me why don&#8217;t you want to stay with me?

(via fuckyeanintendo)

why don’t you want to stay with me why don’t you want to stay with me why don’t you want to stay with me why don’t you want to stay with me why don’t you want to stay with me why don’t you want to stay with me why don’t you want to stay with me why don’t you want to stay with me?

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