- Di’, Watanabe, che ne pensi? Del rapporto tra me e Nagasawa?
- In che senso che ne penso?
- Cosa dovrei fare adesso, secondo te?
- Qualunque cosa io possa dire rimarrebbe li’, no? - dissi bevendo la birra fredda.
- Non importa. Tu dimmi sinceramente quello che pensi.
- Se fossi in te, lo lascerei. Poi cercherei uno con un modo di pensare piu’ normale e vivrei con quella persona felice e contento. Anche a volere essere ottimisti, non vedo come potresti mai essere felice stando con Nagasawa. L’idea di vivere una vita felice lui stesso o di rendere felice qualcun altro non fa proprio parte del suo modo di pensare. Penso che a lungo andare stare insieme a lui ti logorerebbe i nervi. Per me e’ gia’ un miracolo che tu sia riuscita a resistere tre anni. A me lui piace, intendiamoci. E’ un tipo davvero interessante, e da molti punti di vista e’ da ammirare. Ha forza e capacita’ che io non mi sogno neanche. Ma la sua visione delle cose, il suo modo di vivere sono a dir poco singolari. Quando parlo con lui a volte ho la sensazione di fare tanti giri a vuoto. Anche se seguiamo lo stesso processo, lui va avanti dritto come un razzo, mentre io mi ritrovo impantanato in un circolo vizioso. Il che e’ una sensazione estremamente frustrante. Capisci quello che voglio dire?
- Capisco bene, - disse Hatsumi, tirando fuori dal frigo un’altra lattina di birra.
- E poi ora che e’ stato assunto dal ministero degli Esteri, dopo aver finito l’anno di addestramento in Giappone dovra’ andare fuori per un lungo periodo, no? Tu che faresti nel frattempo? Lui non ha la minima intenzione di sposarsi con nessuno.
- So anche questo.
- Beh, da parte mia credo di aver detto tutto.
- Hmm, - mormoro’ Hatsumi.
Versai lentamente la birra nel bicchiere.
[..]
- Percio’ anch’io vorrei che tu fossi felice, - dissi arrossendo un po’. - Pero’, sai, e’ incredibile. Perche’ una ragazza come te che potrebbe essere felice con chiunque desidera, e’ andata a incappare proprio in uno come Nagasawa?
- Sai, in queste cose non c’e’ niente da fare. Io stessa non posso farci niente. «La responsabilita’ e’ tua, - direbbe Nagasawa. - Io non voglio saperne niente».
[..] E poi puo’ darsi che stando lontano da me tanto a lungo i suoi sentimenti per me cambino. E’ possibile, no?
- Nel caso di una persona normale sicuramente, - dissi. - Per qualunque persona questo sarebbe naturale. Ma lui e’ un soggetto a parte. Lui ha una volonta’ che supera ogni nostra immaginazione, e che lavora quotidianamente per rafforzare. E ogni urto che riceve lo rende ancora piu’ determinato a rafforzarsi di piu’. Stiamo parlando di uno pronto a ingoiare perfino dei lumaconi vivi pur di non retrocedere dalle sue posizioni. Che cosa ti puoi aspettare da una persona cosi’?
- Eppure, Watanabe, ora come ora io non posso fare altro che aspettare, - disse Hatsumi appoggiando il mento tra le mani.
- Sei innamorata di lui fino a questo punto?
- Anche di piu’, - rispose senza esitare.
- Se e’ cosi’… - dissi sospirando, e mandai giu’ la birra rimasta nel bicchiere. - Pero’ dev’essere una cosa bellissima amare qualcuno con una sicurezza cosi’ assoluta.
- No, e’ solo che sono una stupida ragazza.
Norwegian Wood - Murakami Haruki
(via youthtriangle)

